Federico D. L.
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Sono andato in comune per ritirare un documento per conto di mia madre con una delega e, visto che non ci entro da qualcosa come 8 anni, ovviamente non conosco la struttura a memoria e ho fatto il fatale errore di chiedere informazioni al centralino all'entrata. mostrando la delega e chiedendo dove mi sarei dovuto recare, mi si risponde semplicemente indicando verso l'ala nord chiamandola "casa comunale" (che può portare in tanti posti visto che varcata una soglia ci sono varie porte, corridoi e scale con, guarda un po', altre porte e corridoi). dunque chiedo se intende su per le scale e a tale domanda ricevo un "eh, eh si" come se fosse ovvio e già constatato come la tabellina del 2. dunque mi dirigo al piano di sopra (che viene definito mezzo piano da un cartellone che ATTENZIONE non riporta da nessuna parte "casa comunale") e si presentano due porte, una a destra e una a sinistra, davanti la quale c'è una signora che attende a cui chiedo informazioni, ma a cui non reagisce, come se fosse in stato catatonico. per carità non è colpa del comune questo fatto nello specifico, ma è comunque cosa degna di nota. allora confuso dall'assenza di forme di vita intelligenti salgo ulteriormente al piano di sopra che, come Diogene di Sinope, cerco l'uomo. ne trovo uno, che alla richiesta di informazioni mi riporta al mezzo piano indicandomi la porta sulla destra opposta alla signora in stato vegetativo, ed entrando trovo un luogo sottoposto a lavori in corso capendo dunque che qualcosa non andasse. un signore passa di lì e alla mia richiesta di informazioni mi dice che sarei dovuto di nuovo scendere ma che un signore non lontano da lì avrebbe potuto dirmi meglio, e infine, questo ultimo signore, come un genio della lampada, mi sa dare ciò che desideravo indicandomi la porta dove la signora in stato vegetale, ironicamente, faceva la guardia. volendo evitare un'ulteriore interazione con la pianta (temendo di starmela immaginando e che qualcuno passando mi avrebbe potuto scambiare per pazzo), busso alla porta per capire se ero nel posto giusto, ma la signora, come biancaneve dopo il bacio del principe, si risveglia dal suo maledetto sonno ed inizia a blaterare che in fila c'è lei e che si rispetta la fila. io le spiego che non volevo superarla ma solo capire se ero nel posto giusto, ma la signora dimostra di non essersi ancora svegliata completamente dal suo sonno fiabesco rispondendo con la solita cosa, ovvero che non si supera la fila. mi limito a sbuffare e ad attendere il mio turno e fortunatamente quello era il posto giusto (sebbene non ci fosse scritto da nessuna parte "casa comunale"). ammettendo che la pittoresca signora pianta non fosse responsabilità del comune, tutti gli altri dipendenti a cui ho chiesto in vano informazioni lo sono, e fa ridere come ognuno di loro non abbia la minima idea del posto in cui si trovano, e chi ce l'ha, ti risponde male dando per scontato che tu già lo sappia (più dei dipendenti stessi a quanto pare).